Obiettivo 1: Produzione di idrogeno verde e pulito
REFERENTE/I
Nadia Cerone – ENEA

nadia.cerone@enea.it
Attività
Le attività riguardano la valorizzazione elettrochimica dei reflui della gassificazione updraft di biomassa (impianto pilota PRAGA, ENEA Trisaia) e di scarti lignocellulosici solidi mediante elettrolisi assistita da biomassa (BAE): all’anodo la reazione di evoluzione dell’ossigeno (OER; ~1,8 V, ~190 MJ/kg H2) è sostituita dall’ossidazione di un substrato organico, mentre al catodo si sviluppa idrogeno puro. Sono state studiate due strategie complementari.
Via A – Elettro-reforming diretto. La fase acquosa di scrubbing del tar (1,3 g/L di secco in NaOH 1 M) è ossidata su anodi privi di metalli nobili, Ni(O)OH elettrodepositato su schiuma di nichel, in cella a H con membrana a scambio anionico (AEM), a 25 °C.
Via B – Ossidazione mediata. Mediatori redox (acido fosfomolibdico, PMA; coppia Fe2+/Fe3+) ossidano il tar e substrati lignocellulosici solidi (cellulosa, emicellulose, lignine, fanghi di cartiera, gusci di nocciola) in un pretrattamento a 100 °C; il mediatore ridotto è poi rigenerato all’anodo di una cella a H con membrana a scambio protonico (PEM), con sviluppo di H2 al catodo.
Caratterizzazione. Analisi elementare, TGA, HPLC, GC-MS (anche su derivati sililati); LSV, cronoamperometria e cronopotenziometria; GC-TCD per la quantificazione dell’idrogeno prodotto.


Figura 1
Set-up per l’elettrolisi assistita da biomassa: potenziostato e cella elettrochimica a H.
Risultati
Via A. Il catalizzatore Ni(O)OH abbassa l’onset dell’ossidazione a 0,40 V, contro 0,52 V della OER; efficienza faradica 90% e consumo elettrico di 38,5 MJ/kg H2. Dopo 80 h a 0,5 V il carico organico del refluo scende da 12,7 a 2,75 g/kg (−78%), con degradazione completa del naftalene.
Via B – PMA su substrati lignocellulosici. La cella opera stabilmente a 0,7 V vs SHE indipendentemente dal substrato, con un consumo di 67 MJ/kg H2, circa tre volte inferiore all’elettrolisi convenzionale. Rese in H₂ rispetto al teorico dal 14% (xilano) al 49% (lignina da steam explosion), 40% per i gusci di nocciola; mediatore recuperato e riutilizzato per tre cicli.
Via B – mediatori sul tar. Il PMA ossida il tar a CO2 e riduce il contributo energetico anodico da 110 a 53 kJ/g H2 (~52%); la coppia Fe2+/Fe3+ porta a un’ossidazione parziale con rimozione >95% dei composti fenolici.
In entrambe le vie l’idrogeno è puro e uno scarto di processo diventa una fonte aggiuntiva di H2.


Figura 2
Pretrattamento ossidativo di substrati lignocellulosici con acido fosfomolibdico (PMA) a 100 °C in pallone a riflusso.


Figura 3
Produzione di idrogeno mediante BAWE a partire dai reflui di gassificazione della biomassa. Al centro, l’impianto pilota di gassificazione updraft PRAGA, situato presso il Centro Ricerche ENEA della Trisaia.
Team di ricerca
Cerone Nadia (ENEA)
Zimbardi Francesco (ENEA)
Andrea Lavecchia (ENEA)
Valerio Vito (ENEA)
Massimo Morgana (ENEA)
Egdio Viola (ENEA)
Calice Umberto (PhD) (ENEA)
Assunta Romanelli (ENEA)

In collaborazione con:
Documenti

Electro-Reforming of Biomass Gasification Tar with Simultaneous Hydrogen Evolution (https://doi.org/10.3390/pr14030444)

